Il sito intende sottolineare l'importanza non tanto della conoscenza quanto della consapevolezza. Il prof. Franco Franceschini (www.francofranceschini.it) che ne è l'ideatore ritiene infatti che sia proprio la consapevolezza a trasformare una semplice informazione in una attività del pensiero sia in senso scientifico che in generale. Inoltre il sito vuole educare del fatto che solo attraverso la consapevolezza si può beneficiare a pieno delle verità contenute anche nell'opera dell'uomo passando così da una semplice lettura del reale ad un protagonismo. In tal modo una visione eccessivamente passiva attraverso la consapevolezza si dinamizza dando origine ad un porsi di stupore e meraviglia.

Vengono elencate le finalità più significative:

  1. fare riflettere sull'importanza espressa dall'aggiunta della consapevolezza nei riguardi del sapere;
  2. fare acquisire di nuove valenze il sapere in genere e in particolare anche a tutto ciò che può apparire scontato. In tal modo si ottiene il passaggio tra una "vita scontata" e una "vera vita".

FINALITA' 1 Per sapere [dal latino volgare "sapére", classico "sapere" ha propriamente significato di aver sapore] si intende avere conoscenza di una cosa per sentito dire, o per propria testimonianza, o per averla studiata o sperimentata. In un certo senso il sapere ha una dimensione "passiva" nel senso di informazione, quindi qualcosa che ha solo una potenzialità, ma non un'attività esplicitata.
Esempio 1 Sapere cos'è una circonferenza (tutti e solo i punti equidistanti da un punto fisso) significa conoscerne la definizione ("informazione passiva") che di per sé stessa non permette l'uso (attivo) di tale realtà in un problema.
Esempio 2 Il concetto di luce per molti secoli è rimasto a livello di pura informazione visiva (fatta salva la dimensione mitologica) e quindi ciò rispondeva a una sola conoscenza di tipo passivo che come si sa conteneva implicitamente una realtà più complessa che personaggi come Newton, Cartesio, Einstein e altri sono riusciti a esplicitare. In conclusione possiamo affermare che la consapevolezza fornisce "una marcia in più" oppure una visione attiva rispetto alla semplice conoscenza; ciò può essere espresso dal fatto che la consapevolezza rende viva (più vera) la conoscenza.

FINALITA' 2 Si intende aprire la riflessione tramite il modello del viaggio. Gli elementi utilizzati in chiave di simulazione sono:

  1. l'individuo, come viaggiatore;
  2. la vita e il suo svolgersi come carrozze di un treno che percorre un tragitto;
  3. la consapevolezza che rende la vita scontata in una vera vita come il panorama e la sua indentificazione.

Utilizzando i tre riferimenti suddetti nasce la riflessione. La prima fondamentale consapevolezza è il riconoscere il fatto stesso di essere venuti al mondo in una data epoca, in un determinato luogo e contesto sociale. Questi elementi rappresentano in un modello sia scientifico che sociale e storico un fatto straordinario che riportato in termini statistici corrisponde a un unico evento il cui realizzarsi è espresso da una cifra dell'ordine di 10-N con N-->∞ cioè un numero estremamente piccolo che esprime la probabilità del verificarsi quasi inesistente, ma non per noi, in quanto esistiamo! Quindi il nostro esistere esprime una possibilità di realizzarsi per noi razionalmente inconcepibile. La consapevolezza di ciò fornisce quindi di per sé stessa una valutazione nei riguardi della straodinarietà del nostro esistere "ora, qui e con chi". Ciò può essere inteso come una sorta di ricchezza, intesa come una larga disponibilità di beni. Tali beni si possono a loro volta considerare come la vastissima potenzialità che ogni uomo possiede nei confronti del vivere. Richiamando il modello del viaggio, ciò esprime la possibilità di acquistare il biglietto e quindi di partecipare al suddetto viaggio.

Proseguendo nel modello, il viaggiatore all'interno del vagone potrà effettuare una prima scelta: abbassare le tendine dei finestrini oppure permettere la vista. La prima decisione equivale a non voler utilizzare la propria sensibilità e intelligenza al fine di acquisire la consapevolezza del significato del viaggio che nell'interpretazione del modello equivale a non voler considerare i valori contenuti nella vita o comunque di averne una visione estremamente superficiale. Questa scelta rende quindi il viaggio estremamente monotono al punto di non apprezzarne il significato.
Se la scelta è invece quella di permettere la visuale del paesaggio, prima lo sguardo e poi il vedere sollecitano la mente incuriosendola, rendendo il viaggio variato e comunque oggetto di interesse. Anche in questo caso però il solo guardare senza comprendere esprime un atteggiamento riduttivo nei confronti della pienezza di un vero coinvolgimento. Il passaggio dal solo guardare a quello di individuare il significato di ciò che si guarda nasce dall'intuire sia il valore di ciò che si guarda, ma in particolare del contenuto più nascosto e più prezioso. Nasce così l'esigenza di una conoscenza più approfondita che permette di tradurre in termini di comprensione specifica ciò che è guardato beneficiando così del piacere della verità contenuta nella specificità dell'oggetto dello sguardo.

In tal modo il viaggio non solo risulta stimolante per la varietà del paesaggio, ma è anche appagante nei confronti di un coinvolgimento consapevole. Si realizza così il vero fine di tale esperienza che consiste nel vedere accresciuto il bagaglio di ricchezze iniziali. Quindi in tale contesto il viaggiatore arriva alla meta più ricco di come lo era alla partenza. Infatti in un nuovo viaggio possiede una potenzialità e larghezza di spendere maggiore di quella iniziale.
Interpretando secondo il modello il viaggio come la vita, chi esegue la prima scelta risulta incurante sia di guardare sia di comprendere gli oggetti del paesaggio espressi da tutto ciò che è presente durante la vita stessa e cioè: le altre persone, gli affetti, l'intelligenza, la creatività, le scoperte scientifiche, lo studio, l'arte, il lavoro e anche lo stesso panorama geografico e cosmico.
La vita risulterà quindi priva di stimoli e quindi monotona non cogliendone il suo significato.

Seguendo la seconda scelta, quanto elencato non è più un susseguirsi di semplici nomi, ma diviene un succedersi di esseri ricchi di vitalità e a loro volta produttori di valori che arricchiscono l'individuo facendo comprendere la correttezza del porsi consapevole in quanto ciò porta alla verità che è riconoscibile in quanto vero appagamento visto anche come serenità dell'animo. In tale verità risiede anche il riconoscimento dell'autenticità di ciò che viene provato e quindi di aver compreso il senso della vita. Difatti l'avvicinarsi alla verità dà origine a una sensazione di rispetto che fornisce sia l'umiltà necessaria che lo spontaneo ringraziamento nei confronti di ciò che ha suscitato il desiderio della consapevolezza e di averla realizzata.

Un ultima fondamentale considerazione riguarda il prendere coscienza della limitatezza temporale del viaggio, cioè esso ha sicuramente termine. In più non è dato sapere quando e dove esso termina. Questa consapevolezza fornisce un ulteriore incentivo per attivarsi nei riguardi dell'osservare e comprendere il paesaggio riconoscendone la insostituibilità e irreversibilità. Nel parallelo della vita dell'uomo ciò porta a sottolineare la preziosità dell'esperienza terrena e quindi a non perdere occasione per godere di tale eccezionale dono.